Laboratorio Legno

Le Colle : Le Colle Organiche

Le colle di origine animale sono :

 

o        Colla da falegname detta anche Colla Garavella o Colla Forte (usata nel restauro)

o        Colla Caseina (raramente usata nel restauro)

o        Colla di Pesce  (usata nella tecnica della doratura)

o        Colla di Coniglio (usata nella tecnica della doratura)

 

 

La Colla Garavella

 

La Colla Garavella è comunemente nota anche come colla forte, colla gelatina o colla animale, è tradizionalmente la colla da falegname e le sue origini si perdono nei secoli, quando gli antichi artigiani iniziarono l’uso di adesivi nell’unione di giunti e lastronature in aggiunta al semplice uso di chiodi o incastri. 

 

Questa colla fu praticamente l’unica usata fino agli anni 30 quando entrarono in uso le colle sintetiche o viniliche. 

 

Essa consiste in una gelatina, ottenuta facendo bollire i cascami di animali, pelle, ossa, unghie e una volta asciutta, viene commercializzata nei negozi di Belle Arti normalmente in perle color ambra ma anche in polvere o tavolette viene usata oltre naturalmente per l’incollaggio anche per la preparazione degli stucchi a base di terre colorate.

 

L’uso di questa colla non è semplice in quanto occorre attenersi a rigide regole di preparazione e uso per poter ottenere il meglio, ed è forse per questo che sono state sostituite con le colle moderne che sicuramente sono di più pratica utilizzazione. 

 

Comunque, a parte le difficoltà iniziali che saranno superate con la pratica, questa colla ha le caratteristiche ideali di elasticità e reversibilità che ne fanno la colla principe del restauro.

  

Preparazione della Colla Garavella

 

Per la preparazione della colla occorre munirsi di un pentolino da bagnomaria o comunque di due recipienti utili allo scopo (esistono in commercio anche degli appositi pentolini in ghisa).

 

Si dovrà preparare la colla nella quantità necessaria di volta in volta che se ne ha bisogno in quanto, non è possibile riutilizzare efficacemente la colla riscaldata più volte. Quest’ultima affermazione è soprattutto per i puristi, in quanto normalmente la colla da falegname viene riscaldata più volte.

 

Si versa nel pentolino la quantità di colla (in perle) necessaria e la si ricopre di acqua fredda o tiepida lasciandola riposare per un paio di ore. Al termine le perle avranno assorbito tutta l’acqua, le vedremo pertanto rigonfie e ammorbidite. All’incirca la proporzione dovrebbe essere di 75 g di colla per 100 g d’acqua.

 

A questo punto si passa alla fase di cottura o riscaldamento mettendo il pentolino del bagnomaria sul fuoco avendo molta cura di non portare a ebollizione la colla che altrimenti perderebbe gran parte del suo potere coesivo.

 

La temperatura ideale sarebbe di 50-55  °C. Ci si accorge se la colla inizia a bollire perché in superficie si forma una sorta di schiuma biancastra. 

 

La fase di cottura dura circa 20-30 minuti durante i quali è bene mescolare il prodotto con un bastoncino. Con il calore la colla si scioglie completamente diventando della densità del miele. 

 

La densità della colla è molto importante: non deve essere né troppo liquida (sgocciolante dal pennello -vedi  a-)  né troppo densa (cadente a grumi dal pennello -vedi b-). Deve scorrere dal pennello in modo uniforme come mostrato in figura - c-.

 

Come si è detto il riscaldamento della colla va fatto con un recipiente a bagnomaria, e per evitare un eccessivo riscaldamento, è meglio interporre tra il recipiente interno e il fondo di quello esterno un pezzetto di legno, e mantenere il livello della colla sempre superiore a quello dell’acqua.

 

Preparazione della colla: 

1 - colla 

2 - acqua

3 - fornello

 

Densità della colla

a- colla troppo liquida

b - colla troppo densa

c-  colla alla giusta densità

 

Uso della Colla Garavella

 

Iniziamo con elencare le regole principali per l’uso della colla:

 

o     La colla va usata ben calda, in giusta densità.

o     Deve essere applicata a pennello su entrambe le superfici da unire.

o     Le parti devono essere messe in pressione con morsetti, molle o pesi fino alla completa essiccazione della colla.

o     Vanno eliminate subito le eventuali sbavature o eccessi di colla (con una spugnetta bagnata con acqua calda e ben strizzata), in quanto una volta asciutta, si cristallizza e l’asportazione diventa difficoltosa.

 

Quando le parti vengono unite, la colla  precedentemente spalmata, dovrà essere ancora tiepida, pertanto può risultare utile, soprattutto d’inverno, riscaldare prima le parti da unire. 

 

L’operazione d’incollatura deve essere eseguita velocemente pertanto tutta l’attrezzatura necessaria per mettere in pressione i pezzi dovrà essere pronta e a portata di mano. Nel caso di assemblaggi complessi, potrebbe risultare utile eseguire una prova a secco per verificare la sequenza delle varie azioni predisponendo morsetti, molle, spessori e tutto quanto può risultare utile per un tempestivo impiego.

 

 

La prima fase d’indurimento della colla animale è di qualche minuto: l’adesivo si presta quindi bene per tutte quelle operazioni che necessitano di un certo tempo per la "messa in opera". La colla, data la sua elevata elasticità a caldo, è idonea anche per fissare ampie superfici di impiallacciatura senza dover ricorrere a complicati sistemi di pressatura.  

 

Per tenere in posizione il pezzo finché la colla non ha fatto presa si utilizzano i morsetti a G o i morsetti a traversa mobile, se il pezzo è di piccole dimensioni sono sufficienti strisce di carta adesiva da carrozziere ben tesa, se sono parti di impiallacciatura non accessibili da morsetti si usano adeguate tavolette di compensato da inchiodare sopra con interposto un pezzo di carta di giornale per evitare che la tavoletta di compensato si incolli anch’essa sul piano . I morsetti vanno sempre utilizzati interponendo dei pezzi di legno morbido tra le ganasce e le parti da incollare, per evitare che resti il segno dell’ammaccatura. È bene evitare l’uso di colle viniliche, poiché non sono removibili.

 

Per un completo indurimento della colla occorrono almeno 24 ore, durante le quali le parti dovranno rimanere morsettate.

 

 

La Colla Caseina

 

La Colla Caseina ha origini antiche, oggi raramente viene usata nel restauro. Era assai in uso nel XV secolo ed il suo componente principale era il formaggio pecorino come attestano alcuni documenti. 

 

La colla di caseina è a base proteica ed è indicata per incollare superfici non ben levigate. L’aggiunta di alcali come soda caustica, ne aumenta il potere collante.

Questo tipo di colla può essere a base di caseina lattica o a base di caglio; quest’ultima ha un minore potere adesivo.

 

In generale, i principali costituenti di una buona colla sono i seguenti: caseina, calce purissima in polvere, borace oppure carbonato di sodio, soda caustica. La durata della colla diminuisce proporzionalmente con la maggior quantità di calce impiegata e con la maggior concentrazione; anche la temperatura ambientale influisce sulla conservabilità della colla che aumenta in inverno.

 

Preparazione della Colla Caseina

 

Si presenta sotto forma di polvere paglierina o biancastra a grana fine, si trova in commercio già dosata.

 

Si prepara sciogliendola in acqua tiepida o fredda (le proporzioni sono di circa 1 kg. di prodotto ogni 2-3 litri d’acqua) : è poco pratica da usare poiché va lasciata "riposare"  per 15 minuti circa dopo aver mescolato la soluzione per circa 15-20 minuti. Va poi adoperata nel giro di qualche ora (5-6 ore) poi non è più utilizzabile; si utilizza sia a freddo che a caldo. Il tempo di presa oscilla fra le 5-8 ore in estate e 24 ore in inverno. 

 

Uso della Colla Caseina

 

Usata a freddo e mescolata all’acqua è estremamente tenace  e più resistente anche della colla da falegname. 

 

Caratteristiche della Colla Caseina

 

Costa poco, ed è resistente all’acqua; è elastica e di buona resistenza meccanica. Può macchiare alcuni legni (soprattutto quelli duri) a causa degli alcali in essa contenuti ed, essendo molto acquosa, può gonfiare il legno. Usando le dovute precauzioni per evitare macchie superficiali, viene usata raramente anche  nel restauro.

 

 

Colla di Coniglio

 

Detta anche di lapin, si ottiene dalla pelle di animali come gatti, conigli, lepri immergendola in un bagno di acqua di calce. Era conosciuta prima della colla da falegname e, rispetto a questa ha una tenacia inferiore. Viene usata nella doratura.

 

Colla di Pesce

Conosciuta anche come ittocolla; si ricava dalle vesciche natatorie di alcune specie di pesci quali storioni ed affini. Si trova in commercio sotto forma di lastre trasparenti. Viene usata nella doratura.

 

Alcuni contenuti di questa pagina sono tratti da :

 

http://www.webalice.it/inforestauro/colle.htm

http://it.wikipedia.org



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